Chi è Hussein?
Dio, l’Altissimo ha inviato molti profeti per condurre e guidare l’umanità. Alcuni di loro brillano come stelle luminose nel cielo della profezia, e 5 di loro sono i più alti e importanti, e sono chiamati i profeti incaricati di una missione altamente importante (1). Loro sono: Noè, Abramo, Mosè, Gesù e infine, Muĥ’amm’ad Must’afa (pace su di loro ), che è il Sigillo dei Profeti e non ci sarà inviato nessun profeta dopo di lui.
Tra questi 5 profeti dalla missione importante, v’è un rapporto speciale tra gli ultimi due profeti ossia Gesù e Muĥ’amm’ad, sebbene ci sia una distanza di tempo di circa 600 anni.
Da una parte c’è Gesù figlio di Maria (pace su di lui), che è molto lodato nel sacro Corano, il Libro celeste dei musulmani, in cui egli è definito con dei titoli come:
– Colui che è apprezzato e lodato sia in questo mondo che nell’aldilà,
– Confermato dallo Spirito Santo
– Il più vicino al cospetto di Dio
– La Parola di Dio.
D’altra parte, v’è il nobile Profeta Muĥ’amm’ad (pace e benedizioni di Dio su di lui e sulla sua famiglia) del quale Gesù diede la buona notizia della sua venuta, e questa buona notizia è menzionata nel Corano oltre che nella Bibbia [nel Vangelo].
Questi due profeti si confermarono a vicenda in maniera tale che sembrano essere come due fratelli di sangue.
Il nobile Profeta Muĥ’amm’ad (pace e benedizioni di Dio su di lui e sulla sua famiglia) nacque nell’anno … nella città della Mecca, nella penisola di Hejaz (Arabia), fu eletto e inviato come profeta all’età di 40 anni, la sua missione profetica durò 23 anni. Il sacro Corano lo definisce come “ la misericordia per I mondi ”, e per lodarlo sottolinea il suo buon costume e buon comportamento e dice rivolto a lui:
“ In verità di un’immensa grandezza è il tuo carattere”. (Il Corano; 68:4)
Il nobile profeta Muĥ’amm’ad emigrò a Medina 13 anni dopo l’inizio della sua missione e nei primi due anni dopo l’emigrazione, sposò sua figlia Fatima con suo cugino Ali ibn Abi Talib. Fatemeh Zahra diede alla luce due figli e il Profeta chiamò questi due figli come I nomi di Aronne (fratello di Mosè) ossia Shub’ar e Shab’air e questi due nomi furono tradotti in arabo ad Hassan e Hussein.
Il nobile profeta Muĥ’amm’ad presentò loro e i loro genitori come un faro della guida per il tempo dopo di lui stesso, raccomando il loro amore come la ricompensa della propria missione profetica.
E definì questo amore come il metodo per seguire questi fari nel future, ossia nei tempi dopo di lui stesso.
Verso la fine della sua vita, il Profeta dell’Islam partì per la Mecca per il pellegrinaggio (3) e durante il ritorno a Medina, in un luogo chiamato Ghadir-e Khum, da parte di Dio e per il Suo ordine, presentò Ali ibn Abi Talib come il suo successore ai musulmani e gli chiese di giurargli fedeltà. Poco dopo essere tornato a Medina, il Profeta trapassò nell’Aldilà recandosi a visitare il suo Adorato nell’11 di Egira.
Il mondo islamico fu afflitto delle brutte vicende dopo il suo Profeta, così come ne furono verificati tra le comunità precedenti, sono avvenute anche nella comunità islamica, e coloro che si consideravano ingiustamente i successori del Profeta – misero da parte l’Ahl al-Bayt ovvero la famiglia del Profeta – coloro che il Profeta li aveva presentati come il faro della guida – e di conseguenza deviarono i musulmani dalla Retta Via ossia dalla via della verità, tanto che mezzo secolo dopo la morte del nobile profeta Muĥ’amm’ad Must’afa, la religione dell’Islam fu svuotato del suo contenuto e di essa non rimase altro che solo il nome.
Yazid figlio di Mu’awiyah nell’anno 60 Egira (… d.C.) e dopo che suo padre Salì al califfato e si autoproclamò il califfo dei musulmani e il successore del Profeta, mentre non conosceva nulla dell’Islam e addirittura dondamentalmente non credeva affatto nell’Islam, egli si occupava soltanto del divertirsi e era completamente ignaro degli affari dei musulmani.
Yazid all’inizio del suo governo, chiese all’imam Hussein (pace su di lui) di confermare il suo comportamento e il suo operato e di giurargli fedeltà come successore e califfo del Profeta e di obbedire ai suoi ordini.
L’imam Hussein si rifiutò di farlo e lasciò la città di Medina in segno di protesta contro la richiesta di Yazid e si recò alla città santa di Mecca. Pochi giorni dopo cominciò il periodo del pellegrinaggio (lo Hajj), e egli, come altri musulmani, si preparò a eseguire i riti del pellegrinaggio dello Hajj. I funzionari al servizio di Yazid volevano ucciderlo nella casa di Dio, la K’aaba –che è molto sacra presso i musulmani. L’imam Hussein (pace su di lui), che era già stato invitato dalla gente della città di Kufa in Iraq e non voleva che si offendess la santità della Casa di Dio, ha accolto l’invito e lasciò il pellegrinaggio dello Hajj con la sua famiglia, parenti e compagni e partì per Kufa.
Yazid chiese al suo funzionario a Kufa bloccare la strada a Hussein e di metterlo tra due sclte: la fedeltà a Yazid- che consisteva in realtà la sua approvazione – o la morte. L’imam Hussein (pace su di lui), che il suo motto era: “Sia lontano da noi l’umiliazione e viva la libertà “, rifiutò l’umiliazione della fedeltà a Yazid.
L’esercito del nemico, circondò Hussein e la sua famiglia e i suoi compagni nel caldo deserto di Karbala vicino a Kufa e per costringere Hussein ad arrendersi, chiusero l’accesso all’acqua a lui e alla sua famiglia.
La mattina del decimo giorno del mese di Muĥ’arr’am dell’anno 61 Egira (… dC), nel giorno di Ashura, Hussein (pace su di lui) insieme a 72 suoi compagni fedeli e l’esercito del nemico compost di circa 30 mila soldati si trovarono l’uno di fronte all’altro.
Allora scoppiò una guerra dura e impari e i compagni, i fratelli, i figli dei fratelli e delle sorelle dell’imam Hussein(pace su di lui) (i suoi nipoti) e infine lo stesso Hussein furono martirizzati.
Tra i martiri di Karbala è più famoso il nome di ‘Abbas, fratello di Hussein.
L’esercito di Yazid (4) tagliò le testa di Hussein e dei suoi compagni e mutilò i loro corpi e fece cavalcare con I cavalla sui loro corpi decapitati. L’esercito dei miscredenti non evitò di commettere nessu crimine; e persino tagliò la testa di un bambino allattante di Hussein.
La sera dell’Ashura, furono brutalmente prese in ostaggio la famiglia dell’imam Hussein e le famiglia dei suoi compagni e portate in maniera atroce a Kufa e da lì a Damasco (5) …….
Tra i compagni fedeli dell’imam Hussein detto il Signore dei martiri, che sacrificò la sua vita per l’imam Hussein a Karbala il giorno dell’Ashura, c’è Wahab ibn Abdullah. Egli fu seguace della religione di Gesù figlio di Maria. Si presentò a Karbala insieme a propria madre e moglie. Combattette coraggiosamente e alla fine rimase martire. L’esercito nemico gli tagliò la testa e per indebolire il morale dei compagni dell’Imam, la gettarono verso la postazione dell’imam Hussein. A quell punto, sua madre gettò la testa verso l’esercito di yazid dicendo che noi non ritiriamo in dietro ciò che diamo sulla via di Dio.
Se si leggesse la storia dell’Ashura, ci si rende conto che questo evento è in realtà la realizzazione pratica dell’Islam e in esso si possono trovare molti esempi degli illuminanti istruzioni e insegnamenti dell’Islam.
Esempi come la conoscenza di Dio, l’abnegazione, il coraggio, la buona educazione, l’umanità, la libertà e….
I musulmani sciiti considerano Hussein come il signore del popolo libero del mondo che non si sottopose all’umiliazione di fronte all’oppressione proclamando la libertà.
Ogni anno, nel giorno di Ashura, loro, ossia i musulmani sciiti piangono, mossi dall’amore per l’imam Hussein, per la grave disavventura che colpì l’Imam Hussein (pace su di lui) e rinnovano il lutto del suo martirio in modo tale che la sua memoria, il suo amore e la conoscenza della sua personalità siano la loro luce di guida e questa luce rimarrà accesa fino al Giorno del Giudizio.
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Note a piè di pagina
- I profeti incaricati della grande missione profetica che hanno una religione indipendente
- Medina è il luogo di sepoltura del nobile Profeta dell’Islam e insieme alla Mecca sono le due città sante dei musulmani
- Il Pellegrinaggio dello Hajj è un grande rito d’adorazione di Dio, l’Onnipotente, che si svolge ogni anno nella città della Mecca.
- Yazid regnò per tre anni e nel primo anno del suo governo, martirizzò l’Imam Hussein e i suoi seguaci.
Yazid attaccò, nel secondo anno del suo regno, la città di Medina dichiarando permesso e ammesso per tre giorni ai suoi soldati la vita, la proprietà e l’onore della gente di questa città.
Nel terzo anno invase la Mecca e cercò di distruggere la Kaaba e il Masjid al-Haram [la grande moschea circoscrita a Ka’aba, il luogo dove si teneva l’Hajj, ma morì.
- Damasco era la capitale del governo di Yazid.